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Campi coltivati: il contesto agricolo da preservare in un progetto agrivoltaico
AGRICOLTURA · ENERGIA · TERRITORIO

Il terreno continua
a produrre.

Paesaggio agricolo illustrativo, non un impianto agrivoltaico realizzato. Foto di Bernd Dittrich / Unsplash.

L’agrivoltaico integra impianti fotovoltaici e attività agricole sullo stesso terreno. Un progetto ben concepito può combinare produzione alimentare ed energia, diversificare il reddito e migliorare l’uso di alcune risorse, mantenendo centrale il lavoro dell’azienda agricola.

Il vantaggio nasce dall’integrazione. Per valutarlo servono competenze agronomiche ed elettriche, un piano colturale credibile e numeri verificabili. La produzione energetica deve essere letta insieme alla resa agricola, ai costi di gestione e alla possibilità di continuare a lavorare il terreno.

Che cos’è l’agrivoltaico e come funziona

In un sistema agrivoltaico la disposizione dei moduli, l’altezza delle strutture e gli spazi liberi sono studiati insieme alle attività agricole o zootecniche. Esistono configurazioni rialzate, interfilari o verticali; la soluzione adatta dipende da coltura, terreno, macchine e condizioni locali.

Per i sistemi avanzati ammessi a specifici meccanismi di sostegno sono richiesti ulteriori requisiti, fra cui soluzioni che preservino la continuità agricola e adeguati monitoraggi. Un campo con pannelli e un po’ di vegetazione non dimostra, da solo, un’effettiva integrazione agrivoltaica.

Riferimenti: ENEA — Configurazioni e progettazione agrivoltaica; GSE — Requisiti del meccanismo DM Agrivoltaico.

I vantaggi dell’agrivoltaico

Scorri le sei schede, poi approfondisci i benefici e le condizioni nei paragrafi.

01 / SUOLO

Due produzioni

Colture o attività zootecnica ed energia convivono in un progetto integrato.

02 / REDDITO

Più fonti di valore

L’energia può aggiungere ricavi o risparmi all’attività agricola.

03 / ACQUA

Efficienza da misurare

Il microclima può ridurre il fabbisogno idrico in condizioni adatte.

04 / COLTURE

Protezione mirata

Ombra e strutture si progettano sulle esigenze della coltura.

05 / IMPRESA

Energia per le attività

Quando possibile, l’autoconsumo alimenta i carichi dell’azienda agricola.

06 / TERRITORIO

Innovazione locale

Monitoraggio, competenze tecniche e possibili CER ampliano le opportunità.

1. Usare il terreno per agricoltura ed energia

Il primo beneficio è la coesistenza di due attività produttive. La valutazione deve considerare quanta superficie resta realmente lavorabile, gli accessi, le manovre dei mezzi e la produttività agricola. Questo approccio può migliorare l’efficienza complessiva d’uso del terreno rispetto a progetti che separano completamente le due funzioni.

È utile fissare fin dall’inizio indicatori distinti: produzione agricola, qualità del prodotto, energia generata e costi per gestire entrambe le attività. Così il progetto può essere controllato anche dopo l’installazione.

2. Diversificare il reddito dell’azienda agricola

Alla produzione agricola possono affiancarsi ricavi dalla vendita dell’energia, risparmi da autoconsumo o corrispettivi contrattuali, a seconda della proprietà e del modello di gestione. Diversificare significa aggiungere fonti di valore; il risultato netto dipende anche dai costi e dai rischi assunti.

Prima di firmare un accordo occorre capire chi investe, chi mantiene gli impianti e come vengono ripartiti ricavi e responsabilità. Un canone per l’uso del terreno, per esempio, è diverso dal gestire direttamente la produzione elettrica: sono modelli da confrontare, non ricavi da sommare indiscriminatamente.

3. Ridurre gli acquisti elettrici, quando l’autoconsumo è possibile

Pompe di irrigazione, celle frigorifere, ventilazione e lavorazioni possono costituire carichi interessanti da analizzare. Il risparmio richiede però un collegamento elettrico adatto e la coincidenza fra produzione e utilizzo. La presenza dell’impianto vicino all’azienda non significa che tutte le sue utenze siano automaticamente alimentate dai pannelli.

La progettazione dovrebbe confrontare consumi stagionali e orari: un carico importante soltanto di notte o per poche settimane l’anno cambia la convenienza. Anche l’eventuale accumulo va dimensionato su questa analisi.

4. Possibile risparmio idrico e minore stress da caldo

In contesti adatti, l’ombreggiamento può limitare l’evapotraspirazione e modificare favorevolmente il microclima. La ricerca ENEA evidenzia potenziali benefici in condizioni di stress termico e idrico. Non esiste però una percentuale di risparmio valida per tutte le colture.

Per dimostrare il vantaggio conviene misurare acqua utilizzata, umidità del suolo e produzione agricola, confrontando aree e periodi comparabili. Ridurre l’irrigazione senza controllare la risposta delle piante non è una prova di efficienza.

Approfondimento: ENEA — Agrivoltaico e resilienza climatica.

5. Protezione delle colture e continuità produttiva

Una configurazione progettata sulle esigenze agronomiche può attenuare alcuni stress ambientali. L’effetto dipende da esposizione, stagione, luce richiesta e ventilazione: un’ombra utile in estate può essere penalizzante in altri momenti. Eventuali funzioni di protezione dagli eventi meteorologici devono essere previste e verificate nel progetto.

Il criterio corretto è scegliere il sistema a partire dalla coltura, non cercare una coltura qualsiasi da collocare sotto un impianto già deciso. Per una nuova configurazione possono essere utili prove pilota e confronti con superfici di riferimento.

6. Opportunità per le attività zootecniche

Nei progetti compatibili con l’allevamento, le zone d’ombra possono contribuire al benessere degli animali. Servono però altezze, recinzioni, protezioni elettriche e accessi coerenti con specie e gestione. Il semplice pascolamento occasionale non dimostra da solo il rispetto di tutti i requisiti agrivoltaici.

7. Energia rinnovabile e innovazione della filiera

La produzione elettrica può sostenere processi aziendali e contribuire alla decarbonizzazione della filiera. Sensori e monitoraggio possono aiutare a collegare scelte irrigue, stato delle colture e prestazioni energetiche. I risultati ambientali vanno documentati, evitando equivalenze automatiche con certificazioni o crediti di carbonio.

8. Competenze, servizi e possibili benefici locali

Progettazione, gestione agricola, manutenzione e analisi dei dati richiedono professionalità complementari. Un progetto può quindi creare occasioni di collaborazione sul territorio. Le ricadute concrete dipendono dall’organizzazione dei lavori e dai contratti: è utile definirle insieme agli operatori agricoli e agli altri soggetti coinvolti.

Per i benefici potenziali su acqua, attività agricole, zootecnia e territorio: ENEA — Impatti e opportunità delle fonti rinnovabili.

Agrivoltaico, fotovoltaico a terra e Agrisolare: le differenze

Soluzione Elemento distintivo Verifica centrale
Agrivoltaico Integrazione tra attività sul terreno e produzione elettrica. Continuità agricola, compatibilità delle colture, spazi e monitoraggio.
Fotovoltaico a terra Produzione elettrica con strutture installate al suolo. Localizzazione e autorizzazioni; la collocazione su terreno agricolo non lo rende automaticamente agrivoltaico.
Parco Agrisolare Fotovoltaico sulle coperture di fabbricati strumentali secondo la misura dedicata. Caratteristiche dei fabbricati, soggetti ammessi e requisiti del bando applicabile.

Per un’azienda agricola può essere utile confrontare queste alternative partendo dai tetti disponibili e dai consumi. La scelta dipende dall’obiettivo: alimentare le utenze, integrare il reddito, mantenere la coltivazione o combinare più esigenze. Approfondisci gli impianti fotovoltaici a terra e con tracker e i servizi FDGL.

Per la distinzione con gli impianti sulle coperture: GSE — Fabbricati strumentali e Parco Agrisolare.

Incentivi per l’agrivoltaico: opportunità e condizioni

Il DM Agrivoltaico ha previsto, per gli interventi ammissibili selezionati, un contributo in conto capitale fino al 40% dei costi ammissibili e una tariffa sulla produzione elettrica netta immessa in rete. Il meccanismo è legato a requisiti tecnici, soggettivi, agricoli e procedurali.

Il 40% non è un bonus automatico per qualsiasi terreno. Le regole e le tempistiche hanno subito aggiornamenti. La documentazione GSE sulla Facility Agrivoltaico del 2026 richiama termini collegati all’accordo di concessione per le iniziative selezionate. Prima di includere un incentivo nel piano economico bisogna verificare la procedura applicabile e l’eventuale effettiva apertura a nuove domande.

In una valutazione preliminare è prudente mostrare anche lo scenario senza contributi non ancora assegnati. Un progetto non dovrebbe sembrare sostenibile soltanto perché nel preventivo compare una percentuale massima di aiuto.

Fonti: GSE — Regole DM Agrivoltaico; GSE — Aggiornamento delle tempistiche nella Facility Agrivoltaico. Verifica effettuata il 18 ottobre 2026.

Come valutare la convenienza: un esempio illustrativo

Consideriamo un’ipotesi puramente didattica con 100.000 kWh annui prodotti, di cui 20.000 autoconsumati e 80.000 venduti. Assumiamo 0,20 €/kWh di costo effettivamente evitato e 0,08 €/kWh di ricavo di vendita. Sono valori scelti per spiegare il metodo, non prezzi garantiti né una previsione di produzione.

Componente Calcolo ipotetico Valore lordo annuo
Risparmio da autoconsumo 20.000 kWh × 0,20 €/kWh 4.000 €
Vendita dell’energia 80.000 kWh × 0,08 €/kWh 6.400 €
Totale della sola componente energetica Prima dei costi e delle imposte 10.400 €

Da questo valore bisogna sottrarre gestione, manutenzione, assicurazione se prevista, canoni e oneri finanziari. Vanno poi considerati investimento iniziale, connessione, ricavi agricoli e possibili variazioni dei costi o delle rese colturali. L’esempio esclude gli incentivi e non consente, da solo, di ricavare il tempo di rientro.

CER e agrivoltaico: un possibile progetto comune

L’energia di un impianto agrivoltaico può essere considerata nello studio di una comunità energetica, se sono rispettati i requisiti della configurazione. ENEA ha approfondito questa possibilità con il Comune di Saluggia. L’interesse è collegare attività agricola, produzione rinnovabile e benefici per il territorio.

Servono verifiche specifiche su cabina primaria, potenza, date, disponibilità dell’impianto e cumulabilità. La tariffa agrivoltaica e quella CER non sono un “doppio incentivo” da sommare automaticamente. Leggi come funzionano le comunità energetiche rinnovabili e quali vantaggi offrono.

Fonte: ENEA — Studio sull’abbinamento fra CER e agrivoltaico.

Le verifiche prima di impegnare il terreno

  • Piano agricolo: colture, rotazioni, rese attuali, irrigazione e macchine utilizzate.
  • Area: disponibilità del terreno, pendenze, vincoli, accessi e compatibilità paesaggistica.
  • Connessione: fattibilità, costi e tempi della soluzione di rete.
  • Progetto integrato: altezze, distanze, ombre, sicurezza e manutenzione.
  • Contratti: proprietà, responsabilità, durata, ripristino e ripartizione del valore.
  • Monitoraggio: produzione agricola ed elettrica, acqua e prestazioni nel tempo.

Per una prima valutazione prepara posizione e superficie dell’area, informazioni catastali disponibili, colture attuali, eventuali consumi elettrici e foto. FDGL può aiutarti a impostare il confronto tecnico, definendo le verifiche agronomiche e autorizzative necessarie con i professionisti competenti.

Domande frequenti sull’agrivoltaico

Qual è il vantaggio principale dell’agrivoltaico?

Integrare produzione agricola ed energia sullo stesso terreno, mantenendo l’attività agricola e valutando il risultato complessivo delle due produzioni. La qualità dell’integrazione conta più della sola potenza installata.

L’agrivoltaico aumenta sempre la resa delle colture?

No. La risposta varia con specie, clima, disponibilità idrica, ombreggiamento e gestione. Alcune colture possono beneficiare della protezione; altre possono perdere produttività. Servono un progetto agronomico e un confronto misurabile.

Quanta acqua permette di risparmiare?

Non esiste una percentuale valida per ogni impianto. Ombra e microclima possono ridurre la domanda idrica in condizioni adatte, ma il risultato va misurato rispetto a colture e gestione di riferimento.

Posso usare l’energia per pompe, celle frigorifere o altre utenze?

Sì, quando lo schema elettrico e la connessione consentono l’autoconsumo e produzione e fabbisogno coincidono. Occorre verificare dove si trovano i carichi e confrontare le curve di produzione e consumo.

Agrivoltaico e Parco Agrisolare sono la stessa cosa?

No. L’agrivoltaico integra l’impianto con l’attività sul terreno. Il Parco Agrisolare riguarda il fotovoltaico sulle coperture di fabbricati strumentali secondo le condizioni della misura. Spazi, requisiti e procedure sono diversi.

Il contributo del 40% è garantito per un nuovo impianto?

No. Il meccanismo previsto dal DM Agrivoltaico riguarda interventi selezionati e soggetti a requisiti, procedure e regole aggiornate. La percentuale massima non prova che oggi sia aperto un bando né che un progetto sia ammissibile.

Posso inserire l’impianto in una CER?

L’abbinamento può essere studiato verificando perimetro di rete, potenza, date, disponibilità dell’impianto e compatibilità degli incentivi. Non si possono sommare automaticamente tariffe di sostegno diverse.

Quanto terreno serve e in quanto tempo rientra l’investimento?

Non c’è una risposta unica per ettaro o per anno. Altezza, distanze, colture, accessi, connessione, investimento e valore dell’energia modificano il risultato. Il tempo di rientro richiede un piano economico specifico, con scenari prudenti.

Valutiamo il potenziale della tua azienda agricola

Partiamo da terreno, colture e fabbisogno energetico per capire quali soluzioni meritano uno studio di fattibilità.

Fonti e aggiornamento: 18 ottobre 2026. Riferimenti GSE ed ENEA collegati nei paragrafi. I benefici agronomici descritti sono potenziali e dipendono dal sito; gli esempi economici sono illustrativi. Incentivi e autorizzazioni richiedono la verifica del singolo intervento.